• Vivere un'esperienza di lavoro grazie agli stage AssoAPI

 

Nel mese di Agosto vi abbiamo presentato la nostra allieva del corso di  pasticceria , la savonese Serena Vismara. Ha da poco terminato il suo stage,  concluso con un’assunzione a tempo determinato, presso la Pasticceria – Caffetteria “Pasquale di Minetto Barbara”.

L’abbiamo nuovamente intervistata, al termine del suo percorso formativo, per aiutarci a rispondere ad alcune domande che spesso ci ponete.

“Cosa s’intende per teoria a distanza? Come si articola lo stage? Quali saranno le competenze acquisite al termine del corso?”

 

La teoria a distanza consente ad ogni allievo di studiare da casa i moduli didattici di ogni corso, non rinunciando al sostegno e alle competenze di docenti altamente qualificati e tutor professionali. La didattica è arricchita da esercitazioni pratiche seguite step by step dal corpo docente che si avvale del supporto delle nuove tecnologie. Riduzione del tempo, delle distanze, degli spazi e soprattutto la possibilità di provare e riprovare ricette, sono solo alcuni dei vantaggi della didattica innovativa di AssoAPI.

 

Per quanto riguarda lo stage, si ha la possibilità di vivere per alcuni mesi un’esperienza lavorativa concreta, seguendo quindi tempi, ritmi, quantitativi di produzione, tipici di un laboratorio di pasticceria, di gelateria, di un bar, di un forno, di una pizzeria o di una cucina.

Ma a parlare dello stage, come anticipato, non vogliamo essere noi dello staff. Leggiamo insieme il racconto di Serena.

 

 

“La giornata lavorativa iniziava alle ore 6.00 salvo eccezioni e il mio primo compito era sistemare i tavolini del bar nel dehor esterno e prendere le brioches dalla cella di lievitazione, cuocerle e glassarle, sistemando tutti i prodotti per la colazione nella vetrina apposita (cannoli di sfoglia, brioches, saccottini, olandesine e sfogliatine di mele).

Successivamente controllavo il banco fresco e secco procedendo alle sostituzioni necessarie. Ogni due giorni il banco fresco era totalmente rinnovato perciò riempivo e glassavo bignole alla crema, al cioccolato, allo zabaglione ed alla nocciola, preparavo i cannolini di sfoglia alla crema, le tartellette alla frutta, i babà al rhum, i  cannoli siciliani e gli chantilly.

Nei giorni prefestivi e festivi variavamo l’assortimento del banco fresco aggiungendo le bignole cosiddette “speciali”: cigni al limone, bignole al caffè, bignole al pistacchio, cannoli siciliani grandi, babà grandi con panna e fragole, rollate di crema al burro, al pistacchio, al gianduia ed alle arance candite, sfogliatelle napoletane grandi e piccole e barchette alla frutta.

Ogni cinque giorni circa mettevamo in produzione le paste secche: biscotti di pasta frolla lisci e glassati al cioccolato, baci di dama bianchi e neri, cestini di meringhe al limone, punte di crema al burro, topolini e cuori di crema al burro, cestini al cioccolato e noci, ricci di mare, barchette alla marmellata di albicocche, alle amarene e al cioccolato e nocciole, gobelletti alla marmellata ed al cioccolato.

Una volta alla settimana accendevamo la macchina del cioccolato e glassavamo tutti i prodotti sopra elencati che lo richiedevano, la frutta candita ed inoltre preparavamo tutte le scorte di cioccolatini: al rhum, al caffè, alla cannella, al peperoncino, al limone, alle nocciole, fondente ed al latte.

Giornalmente ci organizzavamo con le torte da freezer e da vetrina ad esempio Sacripantine, Sacher, Chantilly, Delizie, Meringate, Semifreddi, Cassate, Pastiere, Linzer, Crostate e Zuppe oltre alle torte su ordinazione (Pan di Spagna e Millefoglie).

Io in particolare, inizialmente, preparavo tutte le creme e gli impasti base, mi occupavo di pesare tutti gli ingredienti per le ricette e predisporre tutto l’occorrente al pasticcere affinché potesse assemblare il prodotto finale.

Nelle ultime settimane di stage, imparate le tecniche base di preparazione e acquisita maggiore  fiducia nelle mie capacità, mi è stato concesso di operare con maggiore autonomia affiancando a tutti gli effetti il pasticcere dall’inizio alla fine delle preparazioni, portandoli anche ad applicare alcuni miei suggerimenti (tra le preparazioni dei dolci natalizi è stato scelto di portare avanti la mia ricetta degli omini di pan di zenzero, lasciandomi piena liberta nella decorazione con riscontri positivi tra la clientela).

Durante lo stage ho assorbito disciplina e organizzazione e quanto sia importante lavorare pensando mentalmente a tutte le azioni da compiere per eseguire i passaggi nel migliore modo possibile, senza sprecare tempo e risorse e, soprattutto, dedicando ad ogni azione il giusto dispendio energetico lavorando in condizioni di pulizia e ordine.

Ho imparato ad agire con prontezza nell’ambiente lavorativo riuscendo anche a prevenire le richieste del pasticcere, il quale mi ha insegnato che la pasticceria è soprattutto creatività e fantasia e non esiste la ricetta perfetta, ma la ricetta che riscuote maggiore successo con la miglior resa di produzione nel rapporto qualità/prezzo.

Ho potuto vedere da vicino la preparazione di moltissimi dolci che conoscevo e imparare le ricette di molti altri di cui ignoravo tutto o quasi (ad esempio ricette tradizionali delle festività).

Inoltre ho avuto modo di comprendere meglio le relazioni che intercorrono tra il laboratorio ed il banco aiutando a servire i clienti (vassoi di paste, ordinazioni di torte, caffetteria, farcitura di brioches). 

In definitiva tutta questa esperienza è stata tra le più intense e formative che abbia mai fatto, devo moltissimo al pasticcere Luca Siccardi, da cui ho tratto lezioni di vita lavorativa di cui farò tesoro per il futuro che spero sinceramente prosegua in questa direzione”.

 

Serena ha coronato il suo sogno e tu, cosa aspetti? Segui le tue passioni, realizza i tuoi desideri.



 

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