• Ricetta per un cuoco di successo

Per un cuoco di successo occorrono:

500 g di formazione;

200 g di passione;

100 g di umiltà;

100 g di sacrificio;

100 g di curiosità.

 

Mescolare bene tutti gli ingredienti e iniziare la gavetta con stage e contratti saltuari. L’ingrediente segreto per un buon risultato: NON MOLLARE, MAI.  

AssoAPI ha sperimentato la ricetta e, la cuoca di successo 2015, per noi, è Ines Rais; lei non molla, mai.

Trentunenne sarda, appassionata di cucina e ancorata alle tradizioni della sua terra, a 17 anni inizia a  muovere i primi passi nella ristorazione.

Gli anni da cameriera le consentono di affinare le competenze relazionali; empatizzando con il cliente, ne conosce gusti e desideri. Ma il suo sguardo è rivolto verso la cucina, tra pentole e padelle, prodotti e piatti, ruba tecniche e segreti per poi sperimentarli tra i fornelli di casa.

Studia, ricerca e annota ricetta. Il risultato? Una cucina tradizionale complessa, fatta di rivisitazioni, di contrasti e colori, di forme ed estetica e soprattutto, pensata per quei clienti tante volte ascoltati ai tavoli. Resta però una cucina di casa, per parenti e amici che non possono che apprezzare.

Nel 2015 la decisione di iscriversi al corso professionale per cuoco di AssoAPI curato dallo chef Mirko Balzano

AssoAPI le ha cambiato la vita, non ha un contratto come Caterina Vitale del corso di gelateria, ma ci sono diverse opportunità che stiamo valutando insieme perché una brava allieva, non va lasciata sola.

È a Ines che rivolgiamo qualche domanda.

D: Ines, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Diventare chef e diffondere la cultura culinaria sarda in Italia.

 

D: Quanto conta la formazione in questo settore?

È fondamentale. Non puoi pensare di diventare chef senza la conoscenza dei prodotti, delle tecniche DI basiE dell’organizzazione della cucina. Penso che il segreto sia imparare, confrontarsi e parlare tanto, con tutti: dai clienti ai camerieri al lavapiatti.

 

D: Che rapporto hai instaurato con il tuo docente, Mirko Balzano?

Mirko non è solo uno chef, un docente, è anche un amico. Mi ha ripreso quando sbagliavo seguendomi passo passo nelle correzioni, ma soprattutto mi ha dato consigli e suggerimenti, specie durante lo stage. Anche ora che ho terminato il corso ci sentiamo.

 

D: Come si svolge una giornata lavorativa tipo?

Partendo dal presupposto che il lavoro in cucina è fisicamente e mentalmente stancante dato che si lavora sempre, festivi inclusi dalle 10 del mattino a chiusura, nel ristorante in cui ho svolto lo stage, il Vinvoglio Jazz Club di Cagliari, iniziavo la mattina controllando gli ingredienti, i friggoriferi, la merce disponibile e quella da ordinare.

Terminata la prima fase, mi concentravo sulla linea. Concordato con lo chef  il piatto del giorno e controllati gli ingredienti per quelli del menù, si passava alla pulizia del piano di lavoro e poi ai fornelli.

 

D: Che esperienza è stata quella con AssoAPI? La rifaresti?

Assolutamente sì. AssoAPI mi ha fatto sentire e mi fa sentire coccolata, ma soprattutto mi ha fornito l’input per sbloccarmi, per capire che non bastava cucinare in casa ma dovevo fare altro, senza paure e timori, ma con umiltà e voglia d’imparare.

 

D: Dove lavori attualmente?

Al momento attendo la risposta da un noto albergo della zona e, anche in questo caso AssoAPI mi sta vicina tenendosi in contatto costante con il direttore dell’hotel.

Grazie a Randstad, con cui AssoAPI collabora, ho avuto l’opportunità di lavorare, durante la stagione estiva, in un hotel della zona.

 

D: Cosa suggeriresti a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?

Di lasciar perdere i programmi televisivi dato che non rispecchiano la realtà, di studiare tanto, di anticipare le mode e soprattutto, non mollare, mai. 



 

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