• Umilta' e tenacia: i segreti del successo

Ragazza giovane e creativa, la padovana Giulia Donato, che da qualche mese lavora nella pasticceria del maestro Enrico Mazzari.

Creatività, dinamicità, dedizione e spirito di sacrificio, i  tratti caratterizzanti della ventitreenne  che, dopo una laurea in archeologia, decide d’iscriversi al corso professionale per pasticcere curato da Carmen Vecchione.

Dopo la parte in e-learning e qualche colloquio, inizia il suo stage nella storica Pasticceria Mazzari. Il clima è cordiale e lo staff disponibile, ma se Giulia ha ottenuto un piccolo contratto, lo deve alla sua capacità di mettersi in gioco con umiltà e disponibilità.

Mesi alle creme e all’assemblaggio torte per poi arrivare alla lavorazione del cioccolato temprato.  Ma è a Giulia che rivolgiamo qualche domanda e chiediamo qualche consiglio da dare a chi, come lei, sogna di diventare un pasticcere professionista.

 

D: Qual è il tua professione attuale?

Aiutante pasticcere presso la Pasticceria Mazzari di Padova

 

D:  Giulia, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Sono solo all’inizio della mia carriera. Il percorso è lungo e so che dovrò continuare a fare molta pratica prima di aprire un laboratorio su commissione.

 

D: Come si svolge una  giornata lavorativa tipo? Quali sono le tue mansioni, le tue responsabilità, le ore di lavoro?

Dimenticate l’orologio voi che entrate in pasticceria. Non si può certo lasciare una preparazione a metà perché il tuo turno sta per finire?!

La mattina sono sempre alle prese con la preparazione delle creme, proseguo con gli impasti per le brioche e i pan di spagna (che in laboratorio non bastano mai), rifornisco il banco e poi faccio da supporto ad uno degli otto pasticceri del laboratorio. Ci saranno giorni in cui lavorerò il cioccolato ed altri in cui assemblerò torte. Certo è che qualunque cosa farò in laboratorio, la giornata si concluderà sempre con la pulizia della mia postazione di lavoro.

 

D: Puoi indicarci i vantaggi e gli svantaggi di questo mestiere?

Il lato positivo del mestiere del pasticcere, è che non ti annoia mai. Con la fantasia puoi creare delle cose bellissime e regalare un momento di dolcezza e piacere al cliente.

Lo svantaggio è legato alle ore di lavoro. Dieci ore al giorno, festivi inclusi, è un compromesso accettabile solo per chi ha una forte passione.

 

D: Oggi la tv è piena di programmi legati al settore ristorativo. C’è una corrispondenza tra televisione e realtà?

Assolutamente no. Non emerge il lato umano del mestiere. Sicuramente i pasticceri esigono impegno e costanza, ma non sono sempre così cattivi come appaiono in tv.

 

D: Quanto conta la formazione in questo settore?

È fondamentale. La fase teorica per me è stata indispensabile, ma è solo l’esperienza che ti consente di acquisire professionalità. Per cui il mio consiglio è quello di fare tanta pratica in contesti differenti.

 

D: Rifaresti il corso professionale AssoAPI?

Assolutamente sì. Mi ha aperto la mente, mi ha reso consapevole sul mestiere e mi ha aiutato a raggiungere un primo obiettivo: diventare pasticcere.

 

D: Cosa suggeriresti a chi vuole intraprendere il tuo percorso?

Suggerisco di essere umili e consapevoli dei propri limiti, accettare le critiche e soprattutto… contare fino a 10 prima di parlare quando si è all’interno di un laboratorio.

 



 

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