• Tutti i visti per lavorare all'estero

Che abbiate fatto un corso da cuoco o per diventare pasticciere, il vostro investimento sta per trasformarsi in un lavoro. Dopo aver seguito la parte teorica, tutti i corsi per professionisti alimentari dovrebbero permettere agli allievi di mettere in pratica le competenze acquisite in uno stage. Pochi dei corsi attivi in Italia però permettono di fare questa esperienza all'estero: quelli organizzati da AssoAPI sì. Grazie alle partnership con realtà della ristorazione internazionale, AssoAPI Divisione Formazione è riuscita ad avviare alcuni allievi verso realtà europee ed extraeuropee. Ci siamo già occupati dei visti necessari per lavorare in Europa . Ora diamo un'occhiata ai documenti necessari per lavorare nel resto del mondo.

Prima di tutto è importante ricordare che il visto è necessario quando lavoriamo in un paese al di fuori della Comunità Europea.

 

Il permesso di lavoro deve essere sempre richiesto da chi ci offre l'impiego: i costi del visto, non sempre economici, sono a carico suo. Questo documento viene rilasciato dalle autorità preposte nel paese o dall'ambasciata dello stesso paese presente in Italia.

 

Ma perché il permesso di lavoro è necessario? Con questo documento, il datore di lavoro dimostra allo stato in cui si andrà a lavorare che la professionalità ingaggiata è necessaria per la sua azienda e che il nostro livello professionale è superiore a quello che potrebbe trovare nel paese in cui opera. Per certificare questo, sarà necessario produrre dei documenti personali.

 

In quasi tutti gli stati che esamineremo, per ottenere il visto di lavoro è necessario:

- Passaporto valido

- Certificato penale rilasciato non oltre 3/6 mesi prima della data di presentazione

- Diploma scolastico

- Lettere di referenze dei precedenti datori di lavoro

- Test HIV o altri esami medici

 

Infine, dato che le normative sono in continua evoluzione, vi consigliamo di consultare sempre i siti delle ambasciate di destinazione prima di partire. Le informazioni che vi proponiamo qui di seguito sono aggiornate all'aprile 2014.

 

Visto per lavorare in Giappone

Per lavorare nella ristorazione in Giappone, è necessaria ottenere il visto da "Skilled Labor": l'esperienza infatti è la chiave per ottenere il permesso richiesto dal datore di lavoro. Il visto è necessario per soggiorni oltre 90 giorni di permanenza anche se non viene svolta attività lavorativa retribuita; per frequentare università, college e per svolgere tirocini presso aziende. (Per tutti i tipi di visti validi in Giappone, clicca qui http://www.mofa.go.jp/j_info/visit/visa/long/index.html)

Non pensate di poter entrare in Giappone e lavorare in nero: si tratta di una nazione più che fiscale in materia di immigrazione e diritto del lavoro. Se si viene colti in flagranza di reato, si rischia l'espulsione dal paese e il divieto di rientro per 10 anni.
 

Cosa deve fare il datore di lavoro: deve chiedere un certificato di eleggibilità in favore del lavoratore all'Autorità per l'immigrazione giapponese. Per ottenerlo, sono necessari tra i 60 e i 90 giorni. Il datore di lavoro fungerà da garante per l'esperienza professionale del lavoratore.


Cosa deve fare il lavoratore: una volta ottenuto questo documento, dovrà recarsi presso uno dei consolati giapponesi in Italia per presentare la domanda per il visto. Dovrà presentare anche i seguenti documenti: passaporto valido almeno 6 mesi, foto tessera, il certificato e il modulo di richiesta del visto (che potete scaricare qui). Facendo domanda presso il consolato, sarà necessario dimostrare il possesso di requisiti specifici: in molti casi sono richiesti almeno 10 anni di esperienza lavorativa in un campo professionale specifico.

 

Visto per lavorare in Cina

Il visto necessario per lavorare in Cina è il Visto Z, valido 30 giorni. Poi è necessario inoltrare una richiesta per un Permesso Temporaneo di Residenza della durata del contratto lavorativo, che va da un minimo di 90 giorni a un massimo di 12 mesi. Per ottenere un visto di lavoro valido in Cina servono da due (servizio extra urgente) a quattro giorni lavorativi (servizio normale). A seconda dell'urgenza varia il costo del visto. Va richiesto due mesi e quindici giorni prima della partenza, dato che il visto scade se non si entra in Cina entro novanta giorni dalla data di rilascio.

 

Cosa deve fare il datore di lavoro: l'azienda che vuole assumervi deve avere il permesso di poter reclutare impiegati non cinesi. Inoltre, deve certificare che il lavoratore da assumere sia in possesso di qualità speciali. Tuttavia i requisiti sono sempre soggetti a revisione e variano da azienda ad azienda. Il datore di lavoro farà richiesta presso il governo cinese per ricevere il permesso lavorativo e la lettera di notifica per il visto, da presentare all'ufficio visti assieme alla fotocopia della vostra richiesta.

 

Cosa deve fare il lavoratore: deve essere in possesso di passaporto valido per almeno sei mesi con due pagine vuote, modulo di applicazione per il visto, una foto recente su sfondo bianco, una lettera di invito o una conferma di lettera di invito, il permesso di lavoro (Work Permit) rilasciato dal Ministero del lavoro e della sicurezza pubblica. Tutta la documentazione va presentata presso le ambasciate o i consolati cinesi: non vengono accettate applicazioni via mail. Potete scaricare i moduli online qui.

 

Visto per lavorare a Hong Kong
 

Come abbiamo visto qui, lavorare a Hong Kong può essere una delle esperienze formative più intense nella vita di uno chef. La cucina italiana, conosciuta e amata, è praticata con serietà. Portare la propria cultura nelle cucine di Hong Kong può essere utile e remunerativo. Nonostante sia tornata alla Cina, l'ex colonia britannica è una regione amministrativa speciale, con una propria legislazione in materia di visti di ingresso e immigrazione.

 

Cosa deve fare il datore di lavoro: deve compilare il modulo di sponsorizzazione scaricabile qui.

Cosa deve fare il lavoratore: per richiedere il visto di lavoro, bisogna essere in possesso di un passaporto valido almeno 6 mesi, due foto tessera, modulo di richiesta del visto (scaricabile qui), modulo di sponsorizzazione compilato dal datore di lavoro, un curriculum vitae accompagnato da ogni documento che attesti il percorso di studi e professionale del richiedente.
 

Visto per lavorare a Singapore

 

Anche Singapore è una meta molto vivace per coloro che vogliono affermarsi nelle cucine asiatiche. Esistono diversi tipi di visti per lavorare qui e si differenziano a seconda del salario lordo che si va a percepire. Il permesso di lavoro più richiesto è il Singapore Employment Pass, che è rilasciato a dirigenti, manager e a dipendenti qualificati. Questo permesso è di tre tipi: il pass Q1 (per un salario lordo mensile di almeno 3.000 dollari di Singapore), il pass P2 (almeno 4.500 dollari di Singapore) e il pass P1 (almeno 8.000 dollari di Singapore). I lavoratori non qualificati o mediamente qualificati (è il caso dei cuochi) devono invece richiedere il Pass S, che viene rilasciato per salari lordi mensili di almeno 2.000 dollari di Singapore e che è l'unico permesso di lavoro di Singapore limitato dal sistema delle quote.

 

Cosa deve fare il datore di lavoro: deve presentare la domanda per il vostro permesso al ministero del lavoro di Singapore, allegando copia delle pagine del passaporto contenenti i dati anagrafici, una foto tessera, il modulo di richiesta del permesso di lavoro, un curriculum vitae, copia del certificato di laurea o altro diploma del richiedente, lettera di referenze ottenute dalle aziende in cui si è lavorato in passato, lettera della ditta di Singapore in cui si specificano le mansioni lavorative che saranno assegnate al richiedente, certificato che attesta l'attività della ditta di Singapore.

Se è tutto in regola, il ministero emette un permesso di lavoro che dà diritto a un visto della durata di un mese, con cui il lavoratore entrerà a Singapore.

 

Cosa deve fare il lavoratore: una volta arrivato, deve completare la procedura, ritirando il permesso di lavoro della durata di uno o due anni, previa presentazione della domanda presso il Work Pass Service Center del ministero. La domanda può essere fatta anche online sul sito del dicastero



 

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